Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

In Italia aumentano le case domotiche.

A chi non è capitato di partire per le vacanze con il dubbio di aver lasciato acceso un condizionatore, la luce della camera, una tapparella alzata o di non aver inserito l’antifurto? Grazie all’avvento della Domotica, la scienza che studia l’automazione degli ambienti del vivere quotidiano, questi dubbi non hanno più motivo di esistere e dato il notevole contenimento dei consumi che garantisce una casa automatizzata, questa realtà diventa sempre più diffusa anche in Italia.
Secondo i dati comunicati da Immobiliare.it se si guarda agli immobili nuovi, più di una casa su due (51%) ha almeno un elemento di automazione di ambienti. Le case domotiche si possono dividere in due grandi gruppi; quelle con automazione di base (in genere tapparelle e climatizzazione) che rappresentano il 38% degli immobili e quelle con automazione avanzata (che comprende anche antifurto, luci wireless, telesorveglianza, ecc.) che rappresentano il 13% del campione. Per ovvie ragioni la percentuale crolla se si considerano i soli immobili usati.
In quel caso il totale nazionale è di appena il 9% (di cui 7% è l’automazione base e 2% quella avanzata).
Secondo Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it, “la creazione di un impianto domotico comporta un investimento iniziale che va poi ad essere più che compensato dai risparmi che si ottengono sui consumi. E’ comunque innegabile che il vero vantaggio lo si abbia quando l’impianto viene progettato su un immobile nuovo perché i lavori di muratura sono spesso a costo nullo e vengono dati come specifiche costruttive dall’impresa che realizza l’appartamento.” I costi per automatizzare la nostra casa possono variare notevolmente a seconda di quanto e cosa si intende automatizzare. Per la realizzazione di un impianto medio con controllo luci, imposte e climatizzazione (ipotizzando un trilocale di 120mq) i prezzi di materiali e installazione si aggirano intorno ai 10.000 euro mentre per un impianto full-optional pienamente personalizzabile, la cifra può raggiungere i 50.000 euro.
A questi costi, sull’immobile usato, è necessario poi aggiungere una cifra che può variare tra i 5.000 e i 20.000 euro per la realizzazione delle nicchie e delle tracce necessarie ad un impianto di media taglia (con luci, tapparelle e climatizzazione). Cifra che può facilmente superare i 50.000 euro se per l’intervento è necessario cambiare le tubazioni per i cavi di segnale che devono essere isolati rispetto a quelli di potenza per essere a norma.
Fino a qui i costi, ma i risparmi? Notevoli. Le bollette annue si alleggeriscono da un minimo del 5% nel caso in cui siano solo le luci a spegnersi da sole, fino ad un massimo del 20% se ad essere automatizzati sono anche i riscaldamenti e la climatizzazione e se i materiali utilizzati dal costruttore sono stati scelti con cura e garantiscono un isolamento termico tale da non rendere necessaria una accensione automatica dell’impianto in tempi troppo brevi.
A guidare la rivoluzione domotica italiana è il Nord e, più nello specifico, il Nord Est. In questa zona d’Italia il 59% degli immobili nuovi è automatizzato. Al Nord Ovest si arriva al 52%, al Centro al 37% mentre Sud e Isole si fermano ad appena il 20%.

articolo visto su: newspages.it

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