Maurizio Pesenti

Real Estate & business Coach

Milano: il palazzo che “respira”

BREATH BUILDING - IL PALAZZO CHE RESPIRA - © DANTE O. BENINI & PARTNERS ARCHITECTS

Nel centro storico di Milano prende forma un restyling corposo e d’impatto firmato Dante Benini. Si tratta del nuovo megastore Geox, la cui architettura esterna si presenta come un’immensa scacchiera in oro, bronzo e rame disegnata per animare il “Palazzo che respira”.

Il nuovo store del noto brand calzaturiero può contare su una superficie di 1000 metri quadrati distribuiti su due piani. L’edificio è ospitato all’interno di un palazzo storico il cui involucro architettonico preesistente è stato demolito e del quale è stata preservata la sola struttura portante in cemento armato. La nuova facciata si compone di centinaia di lastre in acciaio nelle tonalità autunnali che si aprono e si chiudono verticalmente offrendo al passante un dinamico effetto scenico.

“Essendo impossibile un dialogo con il preesistente – spiega l’arch. Benini – si è scelto un approccio che portasse ad un risultato che rivalorizzasse non solo l’edificio in sé ma tutto il tratto di Via, un nuovo riferimento, un Landmark riconoscibile ed identificativo comunque mai sovrastante o eccedente sul contesto.

La proposta è stata quella di creare su tutta la facciata dell’edificio uno scenario sempre mutevole e dinamico cosi come è la città di Milano e di riproporre i colori morbidi, caldi e scintillanti delle stagioni. La necessità di risolverne invece i suoi problemi come l’inquinamento, la congestione e cementificazione hanno ispirato l’idea di associare la superficie del fabbricato a quella delle foglie autunnali di albero. Quindi una facciata naturale, ecologia, che respira… L’insieme del tutto ha portato ad un’immagine vibrante, contemporanea ricca di significato e di forte impatto emotivo”.

Non si tratta tuttavia di una semplice composizione architettonica, bensì di una tecnologia basata su principi naturali a basso impatto ambientale.

Le lastre formano infatti una “seconda pelle” che protegge gli spazi interni da eccessivo caldo o freddo, schermandoli dai raggi solari o dalle temperature più rigide, e creando un’intercapedine di ventilazione naturale tra i pannelli e le mura dell’immobile.

BREATH BUILDING - IL PALAZZO CHE RESPIRA - © DANTE O. BENINI & PARTNERS ARCHITECTS

“La nuova facciata è stata costruita con tecniche a secco ovvero prevedendo un’intelaiatura in carpenteria metallica di base che fosse di supporto contemporaneamente sia per i serramenti che per le superfici murarie opache. Infatti sia esternamente che internamente l’involucro è stato rivestito in pannelli di acquapanel più l’isolamento “traspirante” in lana minerale interposto tra gli stessi. Il processo cosi ingegnerizzato ha permesso tempi e costi contenuti specie se confrontati con le tecniche tradizionali e inoltre la possibilità di prevedere la sovrastruttura per l’alloggiamento della seconda facciata in carpenteria.

Il tutto è stato successivamente trattato con intonaco fotocatalitico a base di biossido di titanio con proprietà chimiche tali da permettere la trasformazione degli agenti inquinanti presenti nell’aria in polvere e quindi lasciare la facciata pulita per un periodo di tempo superiore alla media”.

La seconda pelle traspirante è una schermatura dalla tripla funzione: è un filtro solare, un correttore ottico e uno scambiatore termico. I pannelli in lamiera microforata ottemperano alla prima funzione tramite un dispositivo elettrico computerizzato che permette di interagire individualmente con la schermatura andando a scegliere l’opportuna inclinazione del pannello a seconda dell’incidenza del sole.

La micro foratura è un espediente che permette un cambiamento percettivo dell’oggetto a seconda della distanza da cui si osserva. La superficie è completamente opaca se osservata da distante. All’interno dell’edificio invece il pannello diventa trasparente come una tenda.
Grafiche retroilluminate descrivono visivamente il funzionamento delle soluzioni tecnologiche brevettate Geox. Un imponente maxischermo a LED di 2x9 metri attraversa i vari piani e racconta per immagini un “mondo che respira”.

“Le scelte sull’illuminazione ricorrono a un “gioco” scenografico simile a quello realizzabile con il tulle teatrale. Se illuminato anteriormente, rivela la sua presenza e nasconde quanto è situato dietro; se illuminato posteriormente, “scompare” e mostra, in una trasparenza un po’ offuscata, quanto è collocato in secondo piano. Allo stesso modo, si è pensato a due tipi di illuminazione. Una esterna, che “bagna” di luce l’involucro di pannelli microforati e ne esalta i colori autunnali. Un’altra, interna, che illumina la vera parete esterna dell’edificio, donando alla pelle metallica la trasparenza di un velo”.

Fonte: archiportale.it

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